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23 marzo 2020

Eadweard Muybridge, il primo uomo che riuscì a fotografare il movimento

Il Derby di Epsom è la più prestigiosa e la più famosa gara di corsa di cavalli inglese. Si svolge il primo sabato del mese di giugno di ogni anno nell'ippodromo di Epsom Downs nel Surrey. Al Derby di Epsom è dedicato un famoso dipinto di Théodore Géricault del 1821, oggi conservato al Louvre.

A guardarlo con attenzione e con gli occhi di oggi, questo dipinto può apparire un po' 'straniante', come se ci fosse qualcosa che non va. Il motivo è presto detto: c'è un grave errore nella maniera in cui vengono rappresentati i cavalli al galoppo. Il pittore Géricault mostra i cavalli nell'attimo in cui, nella corsa, rimangono sospesi senza nessuno zoccolo a contatto col suolo.
All'epoca era opinione diffusa non solo tra gli artisti che in quell'attimo di sospensione le zampe del cavallo fossero alla loro massima estensione, così come mostrato dal dipinto qui sopra e da tanti altri dipinti dell'epoca. Oggi sappiamo che non è così: nell'attimo in cui il cavallo in corsa è interamente staccato da terra, le sue quattro zampe sono raggruppate sotto il corpo. Eppure, lo stesso errore di rappresentazione del dipinto di Géricault lo troviamo in tantissimi quadri e stampe ottocentesche o precedenti.

La verità è che, per scoprire come realmente stessero le cose relativamente alla corretta rappresentazione del movimento animale, fu necessario attendere l'avvento della cosidetta fotografia istantanea. Infatti, nel 1878, grazie al miglioramento della sensibilità delle lastre fotografiche, il tempo di posa per ottenere una buona fotografia si ridusse sensibilmente, fino a 1/25 di secondo. Fino ad allora per poter ottenere delle buone fotografie erano necessari tempi di esposizione della lastra fotografica molto lunghi. E il soggetto della posa doveva nel frattempo restare immobile. Con la fotografia istantanea si poteva invece fotografare persone o cose in movimento, rendendo così visibili dettagli e attimi che fino ad allora non era stato possibile osservare.
Il primo a capire le grandi potenzialità di questa nuova tecnica fu sicuramente il fotografo scozzese Eadweard Muybridge (1830-1904). Emigrato da giovane negli USA, svolse prima l'attività di libraio ed editore, ma in seguito abbandonò i libri per appassionarsi alla nuova e promettente invenzione di quegli anni: la fotografia. Intraprese quindi, con buon successo, l'attività di fotografo professionista. Cominciò a interessarsi alla possibilità di fotografare il movimento nel 1872, ma interruppe gli esperimenti quasi subito perché dovette subire un processo per omicidio: aveva ucciso l'amante di sua moglie. Venne poi assolto perché, secondo il giudice, in casi del genere l'omicidio era 'giustificato'.
Finalmente, nel 1878 realizzò il suo famosissimo esperimento. Prima di descriverlo, è il caso di precisare che all'epoca non esisteva, perché ancora non era stata inventata, la pellicola cinematografica. Arriverà dai laboratori Edison nei primi anni '90 dell'800. Il mecenate di Muybridge era Leland Stanford, uomo appassionato di cavalli e, soprattutto, immensamente ricco. Stanford decise di finanziare una ricerca di Muybridge sul movimento dei cavalli e gli mise a disposizione una zona della sua fattoria. Muybridge dichiarò: il mio scopo principale è di prendere fotografie di cavalli lanciati a grande velocità, per determinare il loro atteggiamento e il rapporto delle loro membra nelle varie fasi del passo o della corsa. Muybridge fece disporre fianco a fianco lungo una pista dodici macchine fotografiche, protette da una lunga capanna. Sull'altro lato, di fronte agli obiettivi, una palizzata venne coperta da un lungo telo bianco segnato a intervalli regolari da linee verticali. La pista era attraversata da fili collegati elettricamente a ciascuno degli otturatori delle macchine fotografiche. Quindi era il cavallo stesso che al suo passaggio azionava una dopo l'altra la sequenza delle immagini istantanee in una sorta di selfie primordiale.

Queste immagini sono il risultato di un esperimento successivo realizzato da Muybridge con una batteria di sedici macchine fotografiche.
Le immagini fotografiche di Muybridge vennero subito trasposte da diversi editori in strisce per zootropio. E lo stesso avvenne per molti dei successivi esprimenti sul movimento di Muybridge. Prima solo animali, ma poi anche uomini vennero fatti sfilare davanti alla batteria di macchine fotografiche di Muybridge che nel frattempo, dalle dodici iniziali, erano diventate ventiquattro.

Il successo e la fama dell'esperimento di Muybridge furono clamorosi. Muybridge organizzò numerose conferenze dimostrative in America e in Europa, proiettando al pubblico con una lanterna magica le immagini fotografiche che descrivevano per la prima volta in maniera esatta il movimento degli esseri viventi. Inoltre, nelle sue conferenze utilizzava anche uno zootropio collegato da un sistema di specchi al proiettore, così da mostrare delle brevi animazioni del movimento.

Dopo una brusca rottura dei rapporti col suo finanziatore Stanford, nel 1884 Muybridge trovò impiego presso l'University of Pennsylvania. Tra il 1884 e il 1887 continuò i suoi studi sul movimento animale, finanziato dall'Università. In tre anni, lavorando in un capannone costruito appositamente e impiegando in batteria fino a 48 macchine fotografiche contemporaneamente, realizzò centinaia di riprese fotografiche del movimento. Il risultato della collaborazione con l'Università di Pennsylvania fu la pubblicazione nel 1887 di un enorme catalogo dal titolo Animal locomotion, contenente 781 grandi tavole rappresentanti circa 30.000 immagini del movimento animale e umano. Uomini, donne e bambini, perlopiù nudi, cavalli al passo, al trotto e al galoppo, muli, buoi, cani, gatti e altri animali domestici. Ma anche leoni, elefanti, cammelli e altri animali prelevati dallo zoo di Filadelfia.

Dopo la pubblicazione di questa gigantesca opera, Muybridge riprese i suoi giri di conferenze e in seguito si trasferì definitivamente in Inghilterra, dove mori nel 1904.
La risonanza del titanico lavoro di Muybridge fu enorme, ma di breve durata. La geniale trovata del 1878 di utilizzare le batterie di macchine fotografiche per riprendere il movimento, sarà presto superata dalle prime riprese su pellicola di celluloide realizzate nel 1890 dal francese Étienne-Jules Marey. Ma di quest'altro protagonista della storia del Precinema ne parlerò un'altra volta.

ho utilizzato immagini prelevate da queste pagine web:
it.wikipedia.org/wiki/Eadweard_Muybridge
huxleyparlour.com/exhibitions/eadweard-muybridge
left.it/2016/05/30/eadweard-muybridge-il-fotografo-che-invento-il-movimento